I piccioni sui tetti di Magliano, la torre antica, il paesaggio in fondo e il tramonto.
Io sono un ibrido. Per cominciare, sono cuspide. Sono l’esatto miscuglio fisico e psichico della mamma e di papà. Non sono né carne né pesce professionalmente. Non mi so definire. Non sono né grassa né magra, sono così sincera da sembrare ingenua e invece mi nascondo con ogni mezzo, mi apro ma sono sigillata, sono dolce e stronza, intelligente e lenta, profonda e superficiale, cerebrale e materiale, tranquilla e inquieta. Sono profondamente imperfetta e squilibrata, e mi piaccio e mi detesto per questo. Amo tutto e a volte non me ne frega più niente di niente; sono certa e insicura, conosco la mappa ma mi perdo continuamente. Mi piacciono le lingue e non so fare a meno della mia, vorrei vivere dappertutto e sono spinta verso il locale, non so cosa fare ma sono certa che troverò la mia strada. In questo altalenare cerco di stabilire il mio equilibrio; quando lo trovo sto benissimo, ma di solito non dura troppo. Nuovi scossoni vengono a rompere gli equilibri, e mi ritrovo in mare, a lottare tra le onde. E quando credo di aver raggiunto il fondo, mi ricostruisco di nuove consapevolezze, e sono di nuovo sopra l’onda. Navigo a vista, ma ho sempre paura della tempesta, imprevedibile. Chi sono? Io lo so chi sono. Mi sta entrando dentro il libro che sto leggendo. In fondo che importa formalizzare le informazioni? L’importante è che le cose primarie siano chiare. Come cazzo sto bene ora!!!!
Isa, 14 agosto 2006
Caterina va in città I
Caterina va in città I
La prima cosa che mi è successa a Montreal è stata essere morsa da uno scoiattolo..
Questo in effetti poco dopo essere scesa da un’ aereo con il Gran Paradiso ancora sotto le scarpe..pronta a perdermi in mezzo ad una città.., dispersa nella giungla che è una città, con l’abitudine dei suoi abitanti di abitarvi, di usarla, entrarci dentro e fuori calpestando scale e passare da un punto all’altro senza perdere tempo, la corsa dall’esterno nelle viscere, lo sporco gettato negli angoli e calpestato senza pensiero. Le parole, le voci che se non sentite si alzano a combattere sopra le teste, le mani e le braccia che si infilano senza timore nei pochi centimetri di una porta elettronica che si sta chiudendo, la sicurezza di chi sa di avere diritto alla veloce rotazione di porte in università e metropolitane. Non c’è il tempo di vederli questi angoli, non ci sono abbastanza occhi per vederne tutte le bellezze e le schifezze. Città come luogo di passaggio e di ristagno. .. città come luogo di socialità o individualità? Città che è com’è o come uno la guarda? O forse come uno la vive.. forse è così: per chi la vive camminando con il caffè in mano, chi con cuffie, enormi , in testa.,chi dall’angolo, chi da una macchina e chi dall’ufficio. Chi trattiene il respiro e non la guarda. Chi la guarda tutto il pomeriggio davanti alle vetrine. Ma quante sono le possibilità?
Rumori e colori metropolitani di un ambiente in cui io sono davvero un ‘estranea , mi sento un po’ in bilico sul fianco di un città che un minuto ti solleva e ti porta avanti leggera ed il momento dopo ti rallenta i movimenti.. come fossi una bimbetta che non conosce nulla mi sono lasciata sorprendere e travolgere da questo fluttuare urbano ..cambio i miei punti d’orientamento, uso angoli strade chiese negozi..non persone certo, quello sarebbe poco utile..però carino..
Quindi, insomma, cerco e faccio una mappa di una città con le strade come sue espressioni al posto di persone, le mappe si fanno su cose fisse, ma se cerco un palo che è uguale in 10 angoli diversi ci metto molto di più che se cerco l’angolo con quel palo.
O no?
Vado in biblioteca e ho davanti tutti gli articoli (ma no…molti di più..) che per mettere insieme a Zerbolò devo averci messo tre mesi.. ho libri di ogni sfumatura, computer, connessioni, scrivanie, bagni puliti.. il latte e lo zucchero a volontà per un caffè che fa schifo..
E persone che parlano e si muovono costantemente.. Ma quante persone ci sono al mondo?
Passato lo ‘shock’ iniziale devo però ammettere che è proprio bella per ora, alberi che spesso si incrociano sopra le vie e le case del quartiere più piacevole sono basse, colorate e con scale a chiocciola all’esterno che fanno pensare al ghiaccio d’inverno.. per adesso però il sole scalda, oggi 28°, ma, non ho ancora capito come mai, ogni tanto arriva una raffica di vento improvvisa e fortissima che poi sparisce velocemente…forse sono esercizi per i cittadini organizzati dal comune, preoccupato di abituare le persone a quello che sarà tra non molto e che si può comunque intuire da tante cose, più o meno ‘naturali’ (le foglie che cadono, le balene che se ne vanno, le ultime gite fuori porta e gli sconti incredibili sui vestiti di cotone ormai inutili)..
Insomma, le montagne mi hanno rapito, ed ora devo pagarne il conto..va bene, sapendo che non ci rimarrò a lungo cercherò di non abituarmi troppo, perché è questo a cui porta in fondo, no? Le piccole e grandi possibilità quotidiane…sono queste le merci di scambio per coloro i quali non amano particolarmente la città ma non possono più farne a meno..
I primi giorni li ho passati in gran parte nella ricerca di una stanza..è stato..particolare: sono entrata in case davvero d’ogni tipo (tranne quella di Hydra L’Imperatrice..che ho rifiutato di visitare) ma dopo Sara, il brasiliano con una casetta minuscola da dividere in 3, mi sono un po’ preoccupata ed ho velocizzato la cosa. Purtroppo ho fatto incazzare la ragazza ‘attivista femminista queer friendly’ (così diceva il suo annuncio) perché, dopo che ha riso per mezz’ora delle marmotte, ho sorriso al suo ‘Sono femminista convinta’…è solo che non avevo capito. Mi ha silurato, peccato.
Adesso sono in un bella vecchia casa con due gatti, due Caterine e due fidanzati. Divido la stanza con un altro studente di Denis che però è in Francia, qui c’è solo il suo ‘odore’ ed un sacco di libri di genetica.
Poi c’è l’università, l’ UQAM; mi han detto che le vetrate dovrebbero rappresentare l’elica del DNA, sono rettangoli di tre verdi diversi tutti incastrati..mmm forse è uno di quei giochi che si vedono dopo un po’..oppure non so come dovrebbe essere l’elica.. Al suo interno Internet è ovunque, ma ci sono anche aule, divani, microonde, tavolini, Bob Marley che fuma e…basta..
Gli studenti studiano, a me sembra in continuazione, ma, a parte questo, ci deve essere qualcosa di diverso nell’approccio verso la materia perché, ad esempio, quando siamo stati alla foresta io ero commossa in mezzo a queste foglie rosse verdi gialli arancioni…con il pizzicorino da lacrimuccia …ed invece mi si è avvicinato Francois dicendo a voce ben alta ‘ Carotenoid!’…non era proprio il mio primo pensiero.. ma , si sa, io non faccio molto testo..
Durante il giorno sono in un ufficio con altri studenti del gruppo, è carino, mai avrei detto di riuscire a stare così tranquilla per tante ore di fila..mi sembra un poco di essere in un’enorme Magic Box (la scatola dove mettevamo le marmottine), tutto un po’ piccolo , stretto e molto bianco, con maniglie d’acciaio e poco rumore in giro.. la vendetta degli sciuridi, davvero!
Per quanto riguarda il francese per ora sono in alto mare..cerco di tenere saldo l’inglese (se no finirà che Denis mi uccide..) e da settimana prossima inizierò ad affrontare seriamente la cosa; qui se non ti impegni non lo impari, tutti parlano perfettamente entrambe le lingue; ogni tanto poi arriva un tipo che parla in spagnolo (il mio cervello lo recepisce come italiano..), ed in quei momenti io faccio fatica a dire una frase tutta nella stessa lingua..come è stato detto: un bordel total! Ma tra poco andrà meglio e al momento ‘marmotta’ lo capiscono tutti!
Insomma, si sta bene, ci sono dei particolari della vita ‘montrealina’ che per ora mi sembrano strani ma che sicuramente imparerò ad apprezzare (esempio: puoi arrivare in tutte le zone dell’università senza fare un passo all’aria aperta..) e sport invernali in cui mi cimenterò con grasse risate degli astanti (…tipo..pattinare sul ghiaccio..), divertente.
Invece non so se riuscirò ad abituarmi a tutto questo lavoro di scrivania, ma voi come fate quando state seduti tutti il giorno? Tipo degli esercizi? C’è un trucco per evitare il mal di schiena? Secondo ma a Dicembre farò i corridoi di corsa per muovermi un po’! insomma ne ho di cose da imparare a fare..
In tutta questa grande ‘movida’ però..c’è una gran fregatura: i canadesi non mi sembrano affatto belli come si prospettava.. mannaggia..
A presto, Cate
Nessun commento:
Posta un commento